La lotta alla mafia di una mamma. Venerdì 22 maggio ore 21.30 Rai 1 racconta la storia Felicia Impastato.

Se oggi il mondo conosce la storia e il coraggio di Peppino Impastato, il merito è soprattutto di una donna. Questa donna si chiamava Felicia Bartolotta Impastato ed era sua madre. Le era stata offerta la vendetta per l’uccisione di suo figlio, ma lei l’ha rifiutata. Ha lottato per ottenere giustizia, e alla fine l’ha ottenuta.

Felicia Impastato, il film diretto da Gianfranco Albano e interpretato da Lunetta Savino, racconta la vita di Peppino Impastato, il militante di democrazia proletaria ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978.

Felicia, insieme al fratello Giovanni, e a tutti gli amici di Peppino non si arrendono alla versione ufficiale dei fatti che, secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, voleva Peppino come vittima di un attentato del quale egli stesso sarebbe stato l’autore. Iniziano così a cercare le prove del coinvolgimento del boss locale Gaetano Badalamenti e solo dopo diversi anni trovano magistrati come Rocco Chinnici e Antonino Caponnetto disposti a credere alla loro versione dei fatti.

Questo tempo ci chiama a scelte di ampio respiro, a una corresponsabilità di tutti. Solinas – già presidente del Movi ed amico di Luciano – ci offre una sua riflessione.

di Gianfranco Solinas

Questo duro tempo di pandemia, col suo carico di morte, di isolamento, di disoccupazione crescente continua ad interrogare tante persone, un po’ ovunque.

Molti, per i compiti di lavoro e di cura che occupano molto del loro tempo, non hanno modo di comunicare quello che vanno riflettendo. L’età avanzata permette ad altri di trovare lo spazio per offrire questo servizio, dando in tal modo un piccolo contributo al dialogo. Mi ritrovo tra costoro.

Questa volta sono stato particolarmente stimolato dalla lettera che p. Pino Stancari, dalla Casa del Gelso di Castiglione Cosentino, dove vive, ha inviato ai suoi amici.

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Per chi se lo fosse perso, è possibile rivedere il Webinar “Cittadinanza Democratica il dispositivo per assicurare inclusione coesione e sviluppo delle società”

Il Webinar – realizzato il 12 maggio scorso –  è dedicato ad approfondire ed analizzare  la cittadinanza democratica come dispositivo per la convivenza e lo sviluppo della comunità dei cittadini, in chiave di uguaglianza, di status, di diritti e doveri.

Il Prof. Giovanni Moro – Responsabile Scientifico di FONDACA – ha illustrato le componenti costitutive della cittadinanza: l’appartenenza come status legale e sociale e come identità, i diritti con i correlati doveri e la partecipazione alla vita pubblica. E’ proprio la loro compresenza che consente di cogliere la specificità della cittadinanza democratica e la sua differenza specifica rispetto alle altre forme associative che caratterizzano la nostra vita, come famiglia, club, confessioni religiose, aggregazioni per il tempo libero.

Ecco il link per rivedere il Webinar

La quarantena nei “bassi”del Rione Sanità di Napoli. Il racconto di Suor Lucia che di quei vicoli conosce le storie di un estrema dignitosa povertà.  

di Suor Lucia con Ela

Non riesco a portare il peso di tanta gente che chiede da mangiare, da pagare l’affitto.

Mi pesano sul cuore le parole di lamento. Immagini mai viste prima, qui, pur conoscendo la povertà.

Dopo qualche giorno dall’inizio della quarantena, scelgo di muovermi per strade e entrare nelle abitazioni. Ho decine di numeri telefonici e indirizzi, inviati da tantissimi messaggi supplichevoli di bambini, mamme, papà.

Resta fissa nel mio cuore la voce dei bambini: “suora, non c’è nulla da mangiare in casa”. Mi sollecita a camminare e a entrare in contatto con famiglie e case conosciute o totalmente impreviste. Penso che sia bene avviare un percorso più familiare, di amicizia. Mi faccio accompagnare da un’amica col desiderio di condividere quanto sta accadendo. (altro…)

Occorre una modifica urgente del capoverso 1.8 del Protocollo del 7 maggio tra CEI e Governo Italiano.  Ecco perché.

di Salvatore Nocera

Sono un cattolico praticante, ex presidente nazionale del MAC (Movimento Apostolico Ciechi), Associazione di fedeli laici ciechi e vedenti riconosciuta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), in base al diritto canonico e anche dal Governo italiano, che ha riconosciuto ad essa la personalità giuridica e ora l’ha anche regolata con le norme sugli Enti di Terzo Settore.
Ho letto il Protocollo fra CEI e Governo italiano del 7 maggio scorso sulla riapertura delle chiese per la celebrazione delle Messe e ho molto apprezzato le norme cautelative poste a difesa del diritto alla salute dei fedeli e dei celebranti e della prevenzione dalla diffusione del coronavirus.

Leggi l’intero articolo pubblicato sul sito superando.it

Costruire un’economia diversa non solo è possibile, ma è l’unica via che abbiamo per salvarci. L’esortazione dei Vescovi italiani nel loro messaggio per questo 1° maggio

L’emergenza seguita alla diffusione del Covid-19 ci sta insegnando che le vicende dell’esistenza rimescolano le carte a volte in maniera improvvisa, rivelando la nostra realtà più fragile. Ci ha fatto comprendere quanto è importante la solidarietà, l’interdipendenza e la capacità di fare squadra per essere più forti di fronte a rischi ed avversità.

L’emergenza sanitaria porta con sé una nuova emergenza economica.

Nulla sarà come prima per le famiglie che hanno subito perdite umane. Nulla sarà come prima per chi è stremato dai sacrifici in quanto operatore sanitario. Nulla sarà come prima anche per il mondo del lavoro, che ha prima rallentato e poi ha visto fermarsi la propria attività.

Leggi l’intero messaggio dei Vescovi per la Festa del 1° maggio 2020

Salvatori rilancia su Impresa Sociale l’esigenza di una politica che superi il primato del profitto e scopra nell’economia sociale un suo alleato.

di Gianluca Salvatori

Potrebbe essere arrivato il momento di sollevare una questione spinosa: l’economia sociale ha una dimensione politica? L’accostamento può sembrare temerario in un tempo in cui i sentimenti prevalenti nei confronti della politica sono negativi.

Leggi il breve saggio nel n.1/2020 di Impresa Sociale, scaricabile gratuitamente dal sito della rivista

Pubblichiamo il commento in ricordo di Luciano che D’Angelo, co-fondatore del Movi Sicilia, ha postato sulla sua pagina Facebook

di Luciano D’Angelo

Oggi 30 aprile 2020 ricorrono esattamente 20 anni dalla morte di un grande uomo, un grande italiano, Luciano Tavazza. E’ stato uno dei miei maestri ed amico. Fondatore, tra tante e numerose iniziative di cittadinanza attiva e partecipazione democratica, anche del Movimento di Volontariato Italiano – MOVI, la più rilevante allora organizzazione di associazioni ed organismi di volontariato estesa in tutta Italia.

E’ stato colui che mi ha fatto apprezzare e capire il valore costituzionale, civile e sociale, del volontariato organizzato, ancora prima della Legge Nazionale di cui, Luciano, fu ispiratore e promotore, coinvolgendo sindacati e tutti i partiti della Prima Repubblica. (altro…)

E’ una ricostruzione relazionale quella che ci attende. Iniziando dall’abitare le nostre comunità.

di Emanuele Alecci

La Festa della Liberazione risuona, più che mai, come l’occasione per un’autentica riflessione sulla parola libertà. Credo sia doveroso non mescolare il significato di questa Festa – che rappresenta l’uscita dalla guerra e il riscatto dall’oppressione del fascismo e del nazismo – con una liberazione, universalmente auspicata, dalla pandemia in corso che sta stravolgendo ogni equilibrio esistente.

Leggi l’intero articolo sul sito di Avvenire

Un sonetto romanesco in ricordo di quanti a lungo dovettero vivere nascosti per sfuggire alla morte o alla deportazione.

di Giampaolo Manganozzi

Er senso vero de “libberazzione”

lo vo’ sape’ er monello de la scuola

pe’ capi’ si davero ‘sta parola

annisconne dolore e distruzzione.


La maestra risuscita Stazzema

e li Fratelli Cervi e l’Ardeatine …

er carvario de cristi co’ le spine

che solo a ricordalli er core trema.


Parla de pora ggente e de li forti

spariti da la vista anche a se stessi:

pe’ campa’ je toccava d’esse morti …


… però pe’ via de la libberazzione

sortirono dar buio de l’oppressi

e fu la Pasqua de risurrezzione.

Roma, 30 aprile 2009