L’ultima fatica editoriale di Livio Ferrari costituisce una bussola per nuove relazioni di comunità e nuovi scenari di futuro.

di Mimmo De Simone

La lettura dell’ultima pubblicazione di Livio Ferrari, edito dalle Paoline, offre spunti e riflessioni, per quei volontari adulti che non si limitano solo a fare i “barellieri della storia”, ma intendono cimentarsi con passione educativa per inventare tutto ciò che di più umano non ancora è stato sperimentato.

Testimoni di prossimità. E’ un contributo\testimonianza che arriva nel tempo delle incertezze, in cui siamo chiamati ad un lungo durante, per ri-scrivere e ri-declinare forme intelligenti ed innovative di una nuova pedagogia comunitaria orientata a reinventare il lavoro sociale. (altro…)

Alla scoperta delle pagine di questo libro – scritto da Livio Ferrari – ci lasciamo guidare da una appassionata recensione.

di Renato Frisanco

L’autore milita da oltre 30 anni nel volontariato: è stato fondatore ed è presidente del Centro Francescano di Ascolto di Rovigo e co-fondatore nel 1998 della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia con Luciano Tavazza. Il suo impegno nel settore della Giustizia lo ha portato a costituire nel 2019 il “Movimento No Prison” di cui è portavoce. Una così lunga militanza, parola desueta nel volontariato attuale quanto indicativa di un solido stile di vita improntato alla solidarietà, è fonte credibile di saggezza esperienziale oltre che di elaborazione teorica sull’azione gratuita.

Il libro dissemina i concetti base del profilo personale e comportamentale del volontario motivato all’aiuto della persona in difficoltà, ad un impegno di “cura” nei confronti di chi è in stato di sofferenza o si è smarrito nella vita. E’ il volontariato della gratuità che nasce come dono di sé nella dimensione “io verso gli altri”, a testimoniare la solidarietà che per un francescano laico, come è l’autore, disvela anche la “carità di Dio”, segno della cooperazione salvifica con l’uomo. (altro…)

Abbiamo trovato e condividiamo una testimonianza dell’impegno di Luciano nella promozione del volontariato nella Lega Democratica.

E’ riportata nel capitolo Scuola e volontariato: il primato del civile del libro di Lorenzo Biondi “La Lega democratica”.

Buona parte delle proposte politiche della Lega democratica mirano a restituire autonomia alla società civile, a rivitalizzare i corpi intermedi (…).

Alla fine degli anni ’70 il segnale più vistoso – dal punto di osservazione della Lega Democratica – del nuovo fermento della società civile è il fenomeno del volontariato, fenomeno che appartiene alla cultura del gruppo cattolico-democratico fin dalle origini.

Nel primo Comitato di coordinamento della Lega, nel 1975, compare il nome di Luciano Tavazza, uno dei “principali protagonisti dei Convegno dei mali di Roma” del febbraio 1974.[1] Già in quell’occasione Tavazza, un quadro dirigente della Rai, parla di una “responsabilità sociale di fronte all’emarginazione e all’esclusione dei poveri” che deriva al cristiano come conseguenza dell’”etica della gratuità”.[2] Sarebbe proprio per l’”urgenza di trovare risposte” al problema delle nuove povertà nella capitale, che Tavazza lavora, nei quattro anni successivi al Convegno, ad un progetto di federazione di diverse realtà del nascente volontariato romano e nazionale; fino al 1978, con la nascita di un’associazione che prende il nome di Mo.V.I. (Movimento di volontariato italiano).[3] (altro…)

Riportiamo l’intervista a Giuseppe De Rita che  ricostruisce l’atmosfera, il fermento, le aspettative del pre e post Convegno su “I mali di Roma” del 1974

di Antonio Spadaro*

Dal 30 ottobre al 4 novembre 1976 si è tenuto a Roma il primo grande Convegno nazionale della Chiesa italiana, sul tema «Evangelizzazione e promozione umana».

Lo scopo di quel «convenire» era di verificare in che misura il Concilio Vaticano II, a 10 anni dalla conclusione, fosse stato recepito nel nostro Paese.

Recentemente p. Bartolomeo Sorge, ex direttore de La Civiltà Cattolica, che fu anche vicepresidente di quell’evento, ha pubblicato su queste pagine (ndr Civiltà Cattolica), in forma di testimonianza, alcune sue considerazioni su quei momenti, sul perché la svolta iniziata dal Convegno del 1976 fu presto interrotta, e sul motivo per cui quello che Francesco ha definito un «probabile Sinodo» della Chiesa italiana dovrà, in ogni caso, rifarsi a quella prima forte esperienza.

Scarica il testo completo dell’intervista

* intervista realizzata per Civiltà Cattolica e pubblicata il 19 Settembre 2020 sul Quaderno n.4086 – pag. 513 – 523 – Anno 2020 – Volume III

Riprogettare il domani facendo tesoro del testo di Don Tonino Bello

Mimmo De Simone

Anno 1991. Paestum accoglie il volontariato nel convegno ““Sud, Europa, Mediterraneo, il volontariato meridionale e le sfide della nuova solidarietà”. Tra i relatori Don Tonino Bello, che con il suo “Pentalogo” lascia tutti senza fiato.

Rileggerlo oggi sa di profezia, soprattutto in questo tempo di smarrimenti ed incertezze anche per i volontari che vogliono, testardamente, osare più solidarietà ed immaginare un futuro che valorizzi l’umano che è in noi!

Carissimi,
intendo comunicarvi ciò che avverto come vescovo della strada, abituato, per temperamento o per missione, a coinvolgere la gente nell’avventura del volontariato, ma che oggi, di fronte alle nuove domande del mondo e di fronte ai repentini cambi della scena sociale, sente di dovere modulare i termini della proposta.
Ho parlato di scena e voglio mantenere la metafora. Sicché mi rivolgerò al volontariato come protagonista sotto le luci della ribalta e vi affiderò un «pentalogo». Cinque precetti. (altro…)

Questo tempo ci chiama a scelte di ampio respiro, a una corresponsabilità di tutti. Solinas – già presidente del Movi ed amico di Luciano – ci offre una sua riflessione.

di Gianfranco Solinas

Questo duro tempo di pandemia, col suo carico di morte, di isolamento, di disoccupazione crescente continua ad interrogare tante persone, un po’ ovunque.

Molti, per i compiti di lavoro e di cura che occupano molto del loro tempo, non hanno modo di comunicare quello che vanno riflettendo. L’età avanzata permette ad altri di trovare lo spazio per offrire questo servizio, dando in tal modo un piccolo contributo al dialogo. Mi ritrovo tra costoro.

Questa volta sono stato particolarmente stimolato dalla lettera che p. Pino Stancari, dalla Casa del Gelso di Castiglione Cosentino, dove vive, ha inviato ai suoi amici.

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La quarantena nei “bassi”del Rione Sanità di Napoli. Il racconto di Suor Lucia che di quei vicoli conosce le storie di un estrema dignitosa povertà.  

di Suor Lucia con Ela

Non riesco a portare il peso di tanta gente che chiede da mangiare, da pagare l’affitto.

Mi pesano sul cuore le parole di lamento. Immagini mai viste prima, qui, pur conoscendo la povertà.

Dopo qualche giorno dall’inizio della quarantena, scelgo di muovermi per strade e entrare nelle abitazioni. Ho decine di numeri telefonici e indirizzi, inviati da tantissimi messaggi supplichevoli di bambini, mamme, papà.

Resta fissa nel mio cuore la voce dei bambini: “suora, non c’è nulla da mangiare in casa”. Mi sollecita a camminare e a entrare in contatto con famiglie e case conosciute o totalmente impreviste. Penso che sia bene avviare un percorso più familiare, di amicizia. Mi faccio accompagnare da un’amica col desiderio di condividere quanto sta accadendo. (altro…)

di Luciano D’Angelo

Oggi 30 aprile 2020 ricorrono esattamente 20 anni dalla morte di un grande uomo, un grande italiano, Luciano Tavazza. E’ stato uno dei miei maestri ed amico. Fondatore, tra tante e numerose iniziative di cittadinanza attiva e partecipazione democratica, anche del Movimento di Volontariato Italiano – MOVI, la più rilevante allora organizzazione di associazioni ed organismi di volontariato estesa in tutta Italia.

E’ stato colui che mi ha fatto apprezzare e capire il valore costituzionale, civile e sociale, del volontariato organizzato, ancora prima della Legge Nazionale di cui, Luciano, fu ispiratore e promotore, coinvolgendo sindacati e tutti i partiti della Prima Repubblica. Una forza della natura. (altro…)

Pubblichiamo il commento in ricordo di Luciano che D’Angelo, co-fondatore del Movi Sicilia, ha postato sulla sua pagina Facebook

di Luciano D’Angelo

Oggi 30 aprile 2020 ricorrono esattamente 20 anni dalla morte di un grande uomo, un grande italiano, Luciano Tavazza. E’ stato uno dei miei maestri ed amico. Fondatore, tra tante e numerose iniziative di cittadinanza attiva e partecipazione democratica, anche del Movimento di Volontariato Italiano – MOVI, la più rilevante allora organizzazione di associazioni ed organismi di volontariato estesa in tutta Italia.

E’ stato colui che mi ha fatto apprezzare e capire il valore costituzionale, civile e sociale, del volontariato organizzato, ancora prima della Legge Nazionale di cui, Luciano, fu ispiratore e promotore, coinvolgendo sindacati e tutti i partiti della Prima Repubblica. (altro…)

Un sonetto romanesco in ricordo di quanti a lungo dovettero vivere nascosti per sfuggire alla morte o alla deportazione.

di Giampaolo Manganozzi

Er senso vero de “libberazzione”

lo vo’ sape’ er monello de la scuola

pe’ capi’ si davero ‘sta parola

annisconne dolore e distruzzione.


La maestra risuscita Stazzema

e li Fratelli Cervi e l’Ardeatine …

er carvario de cristi co’ le spine

che solo a ricordalli er core trema.


Parla de pora ggente e de li forti

spariti da la vista anche a se stessi:

pe’ campa’ je toccava d’esse morti …


… però pe’ via de la libberazzione

sortirono dar buio de l’oppressi

e fu la Pasqua de risurrezzione.

Roma, 30 aprile 2009