Ecco la recensione di Renato Frisanco al libro curato da Ugo Ascoli  ed Emmanuele Pavolini, pubblicato nel 2017 da Il Mulino.

La pubblicazione proposta, pur datata, ha il pregio di offrire un ampio sguardo sul mondo del volontariato – organizzazioni e volontari – utilizzando i dati delle ricerche più significative condotte dalle diverse fonti (Fivol, Istat, in particolare)[1] fino al primo decennio del nuovo secolo, aggiornati da due ricerche promosse dalla ConVol[2] e realizzate nel  2014. (altro…)

La Cittadella di Assisi ospita dal 26 al 30 agosto 2020 la scuola di formazione della Rosa Bianca.

“Coltivare un pensiero per il cambiamento, responsabilità e speranza per un futuro desiderabile”. E’ con questo spirito che la Rosa Bianca – associazione per l’educazione alla politica ed alla democrazia – si appresta a realizzare  l’ appuntamento estivo della sua scuola di formazione.
Obiettivo delle giornate “Il presente non basta a nessuno” è rilanciare uno scambio a più voci organizzato sul modo di vivere le relazioni nella comunità civile e politica dove uomini e donne vivono delle stesse inquietudini, delle stesse paure e delle stesse speranze.
Per il programma  e  gli  aggiornamenti consultare il sito della Rosa Bianca 

Riprogettare il domani facendo tesoro del testo di Don Tonino Bello

Mimmo De Simone

Anno 1991. Paestum accoglie il volontariato nel convegno ““Sud, Europa, Mediterraneo, il volontariato meridionale e le sfide della nuova solidarietà”. Tra i relatori Don Tonino Bello, che con il suo “Pentalogo” lascia tutti senza fiato.

Rileggerlo oggi sa di profezia, soprattutto in questo tempo di smarrimenti ed incertezze anche per i volontari che vogliono, testardamente, osare più solidarietà ed immaginare un futuro che valorizzi l’umano che è in noi!

Carissimi,
intendo comunicarvi ciò che avverto come vescovo della strada, abituato, per temperamento o per missione, a coinvolgere la gente nell’avventura del volontariato, ma che oggi, di fronte alle nuove domande del mondo e di fronte ai repentini cambi della scena sociale, sente di dovere modulare i termini della proposta.
Ho parlato di scena e voglio mantenere la metafora. Sicché mi rivolgerò al volontariato come protagonista sotto le luci della ribalta e vi affiderò un «pentalogo». Cinque precetti. (altro…)

La lotta alla mafia di una mamma. Venerdì 22 maggio ore 21.30 Rai 1 racconta la storia Felicia Impastato.

Se oggi il mondo conosce la storia e il coraggio di Peppino Impastato, il merito è soprattutto di una donna. Questa donna si chiamava Felicia Bartolotta Impastato ed era sua madre. Le era stata offerta la vendetta per l’uccisione di suo figlio, ma lei l’ha rifiutata. Ha lottato per ottenere giustizia, e alla fine l’ha ottenuta.

Felicia Impastato, il film diretto da Gianfranco Albano e interpretato da Lunetta Savino, racconta la vita di Peppino Impastato, il militante di democrazia proletaria ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978.

Felicia, insieme al fratello Giovanni, e a tutti gli amici di Peppino non si arrendono alla versione ufficiale dei fatti che, secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, voleva Peppino come vittima di un attentato del quale egli stesso sarebbe stato l’autore. Iniziano così a cercare le prove del coinvolgimento del boss locale Gaetano Badalamenti e solo dopo diversi anni trovano magistrati come Rocco Chinnici e Antonino Caponnetto disposti a credere alla loro versione dei fatti.

Questo tempo ci chiama a scelte di ampio respiro, a una corresponsabilità di tutti. Solinas – già presidente del Movi ed amico di Luciano – ci offre una sua riflessione.

di Gianfranco Solinas

Questo duro tempo di pandemia, col suo carico di morte, di isolamento, di disoccupazione crescente continua ad interrogare tante persone, un po’ ovunque.

Molti, per i compiti di lavoro e di cura che occupano molto del loro tempo, non hanno modo di comunicare quello che vanno riflettendo. L’età avanzata permette ad altri di trovare lo spazio per offrire questo servizio, dando in tal modo un piccolo contributo al dialogo. Mi ritrovo tra costoro.

Questa volta sono stato particolarmente stimolato dalla lettera che p. Pino Stancari, dalla Casa del Gelso di Castiglione Cosentino, dove vive, ha inviato ai suoi amici.

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Per chi se lo fosse perso, è possibile rivedere il Webinar “Cittadinanza Democratica il dispositivo per assicurare inclusione coesione e sviluppo delle società”

Il Webinar – realizzato il 12 maggio scorso –  è dedicato ad approfondire ed analizzare  la cittadinanza democratica come dispositivo per la convivenza e lo sviluppo della comunità dei cittadini, in chiave di uguaglianza, di status, di diritti e doveri.

Il Prof. Giovanni Moro – Responsabile Scientifico di FONDACA – ha illustrato le componenti costitutive della cittadinanza: l’appartenenza come status legale e sociale e come identità, i diritti con i correlati doveri e la partecipazione alla vita pubblica. E’ proprio la loro compresenza che consente di cogliere la specificità della cittadinanza democratica e la sua differenza specifica rispetto alle altre forme associative che caratterizzano la nostra vita, come famiglia, club, confessioni religiose, aggregazioni per il tempo libero.

Ecco il link per rivedere il Webinar

La quarantena nei “bassi”del Rione Sanità di Napoli. Il racconto di Suor Lucia che di quei vicoli conosce le storie di un estrema dignitosa povertà.  

di Suor Lucia con Ela

Non riesco a portare il peso di tanta gente che chiede da mangiare, da pagare l’affitto.

Mi pesano sul cuore le parole di lamento. Immagini mai viste prima, qui, pur conoscendo la povertà.

Dopo qualche giorno dall’inizio della quarantena, scelgo di muovermi per strade e entrare nelle abitazioni. Ho decine di numeri telefonici e indirizzi, inviati da tantissimi messaggi supplichevoli di bambini, mamme, papà.

Resta fissa nel mio cuore la voce dei bambini: “suora, non c’è nulla da mangiare in casa”. Mi sollecita a camminare e a entrare in contatto con famiglie e case conosciute o totalmente impreviste. Penso che sia bene avviare un percorso più familiare, di amicizia. Mi faccio accompagnare da un’amica col desiderio di condividere quanto sta accadendo. (altro…)

Occorre una modifica urgente del capoverso 1.8 del Protocollo del 7 maggio tra CEI e Governo Italiano.  Ecco perché.

di Salvatore Nocera

Sono un cattolico praticante, ex presidente nazionale del MAC (Movimento Apostolico Ciechi), Associazione di fedeli laici ciechi e vedenti riconosciuta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), in base al diritto canonico e anche dal Governo italiano, che ha riconosciuto ad essa la personalità giuridica e ora l’ha anche regolata con le norme sugli Enti di Terzo Settore.
Ho letto il Protocollo fra CEI e Governo italiano del 7 maggio scorso sulla riapertura delle chiese per la celebrazione delle Messe e ho molto apprezzato le norme cautelative poste a difesa del diritto alla salute dei fedeli e dei celebranti e della prevenzione dalla diffusione del coronavirus.

Leggi l’intero articolo pubblicato sul sito superando.it

Costruire un’economia diversa non solo è possibile, ma è l’unica via che abbiamo per salvarci. L’esortazione dei Vescovi italiani nel loro messaggio per questo 1° maggio

L’emergenza seguita alla diffusione del Covid-19 ci sta insegnando che le vicende dell’esistenza rimescolano le carte a volte in maniera improvvisa, rivelando la nostra realtà più fragile. Ci ha fatto comprendere quanto è importante la solidarietà, l’interdipendenza e la capacità di fare squadra per essere più forti di fronte a rischi ed avversità.

L’emergenza sanitaria porta con sé una nuova emergenza economica.

Nulla sarà come prima per le famiglie che hanno subito perdite umane. Nulla sarà come prima per chi è stremato dai sacrifici in quanto operatore sanitario. Nulla sarà come prima anche per il mondo del lavoro, che ha prima rallentato e poi ha visto fermarsi la propria attività.

Leggi l’intero messaggio dei Vescovi per la Festa del 1° maggio 2020