Pandemia, disabilità e diritto di culto. Il pregiudizio della fragilità

Occorre una modifica urgente del capoverso 1.8 del Protocollo del 7 maggio tra CEI e Governo Italiano.  Ecco perché.

di Salvatore Nocera

Sono un cattolico praticante, ex presidente nazionale del MAC (Movimento Apostolico Ciechi), Associazione di fedeli laici ciechi e vedenti riconosciuta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), in base al diritto canonico e anche dal Governo italiano, che ha riconosciuto ad essa la personalità giuridica e ora l’ha anche regolata con le norme sugli Enti di Terzo Settore.
Ho letto il Protocollo fra CEI e Governo italiano del 7 maggio scorso sulla riapertura delle chiese per la celebrazione delle Messe e ho molto apprezzato le norme cautelative poste a difesa del diritto alla salute dei fedeli e dei celebranti e della prevenzione dalla diffusione del coronavirus.

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